FABI BNL

QUANDO L’AMBIZIONE DIVENTA PERSECUZIONE!

19.06.2026

Obiettivi commerciali? Non basta più raggiungere il 100% del budget, già di per sé sempre più difficile e spesso surreale. Oggi ci viene chiesto di inseguire L’ “AMBITION”, un ulteriore incremento che, in alcune realtà del Sud, arriva addirittura al +40% su determinati driver commerciali, quali ad esempio i prestiti. Tutto questo con gli stessi organici ridotti e ampiamente insufficienti a garantire condizioni di lavoro sostenibili. Ogni giorno i colleghi della RETE UNICA combattono contro il tempo: appuntamenti generati da oc e da presidiare, operazioni da gestire, corsi obbligatori da completare, call commerciali incessanti con pressioni commerciali improprie, centinaia di e-mail da leggere, attività di supporto e sostituzione di colleghi, procedure informatiche lente e instabili, continui disservizi tecnologici e problemi strutturali degli immobili. In questo caos generale, un pensiero si fa largo nella mente; ma vuoi vedere che siamo un tantino sottorganico? Vuoi vedere che siamo davvero rimasti in pochi a ballare “l’alligalli”? Eppure, la risposta dell’azienda è sempre la stessa: chiedere di più. Non basta raggiungere il budget. Bisogna superarlo. Non basta centrare gli obiettivi. Bisogna andare oltre. Non basta produrre risultati. Bisogna produrne sempre di più. La logica è semplice quanto inaccettabile: più risultati ottieni, più il traguardo viene allontanato. Particolarmente grave è la disparità territoriale con cui vengono distribuiti questi incrementi. Se in molte aree del Paese l’“ambition” si traduce in aumenti contenuti, nel Mezzogiorno vengono richiesti incrementi del 20%, del 30% e perfino del 40%. Un messaggio chiaro: chi produce viene considerato una risorsa da spremere ulteriormente, non da valorizzare. Come scriveva Naguib Mahfouz: “Tu credi che se fai più del dovuto otterrai apprezzamento; la realtà che ti sorprenderà è che sarai sfruttato, e senza pietà.”

È esattamente ciò che sta accadendo. Nonostante utili record e risultati economici tra i migliori degli ultimi decenni, continua a mancare una reale redistribuzione del valore prodotto da lavoratrici e lavoratori. Al contrario, aumentano le pressioni commerciali, si moltiplicano i progetti organizzativi (FUSIONE TRA CSC E DIRECT?), si riducono gli organici e si rinviano investimenti essenziali su immobili, sicurezza, comfort e qualità degli ambienti di lavoro. La sola priorità sembra essere il risparmio ad ogni costo, come per il caso della gestione della raccolta differenziata dei rifiuti organici nelle filiali (sarà per un conflitto d’interessi?), oppure il mancato rinnovo della convenzione con l’azienda che gestisce i distributori automatici; anche qui. per risparmiare qualche euro e fare bella figura, lasciando così importanti filiali senza alcun distributore automatico per i moltissimi dipendenti. In sintesi, il risparmio ad ogni costo, infischiandosene delle persone che vengono lasciate a gestire carenze di personale, difficoltà operative e condizioni lavorative sempre più pesanti. La situazione è ormai arrivata a un punto critico. Organici ridotti all’osso, ferie sempre più difficili da programmare, filiali che rischiano di non garantire il servizio al pubblico durante il periodo estivo, strutture spesso inadeguate e richieste commerciali che continuano a crescere senza alcun legame con la realtà operativa. Per i vertici aziendali non possiamo essere soltanto numeri da inserire in un foglio Excel o mucche da mungere. Siamo persone, siamo lavoratrici e lavoratori e pretendiamo solo rispetto. ESIGIAMO la revisione immediata della logica che trasforma il budget di ambizione in un nuovo e insostenibile parametro di valutazione delle performance. ESIGIAMO investimenti concreti sugli organici, sulla sicurezza, sulla salubrità degli ambienti di lavoro e sulla qualità delle condizioni lavorative. ESIGIAMO che i risultati prodotti dalle persone vengano finalmente riconosciuti e valorizzati. Perché senza il lavoro delle persone non esistono budget, non esistono record, non esistono profitti. Esistono solo numeri vuoti.

Napoli, 18/06/2026

Le Segreterie di Coordinamento Territoriale Sud – Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN